Associazione Amici di Rothko

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  bandiera inglese bandiera tedesca mark rothko

Teatro Elfo Puccini, sala Fassbinder | 8 maggio - 3 giugno

Rosso
di John Logan
traduzione di Matteo Colombo
regia, scene e costumi di Francesco Frongia
con Ferdinando Bruni e Alejandro Bruni Ocaña
luci di Nando Frigerio
produzione Teatridithalia
prima nazionale

Red di John Logan, inedito in Italia, negli Stati Uniti è stato un caso: dopo il successo al Golden Theater di Brodway e al Donmar Warehouse di Londra, si è aggiudicato 6 Tony Award nel 2010. L'autore, sconosciuto sui palcoscenici italiani, è noto come sceneggiatore di molti capolavori cinematografici: dai film di Scorsese The Aviator (soggetto e sceneggiatura) e Hugo Cabret (nomination per l'Oscar 2012), a Sweeney Todd di Tim Burton fino a Lincoln di Steven Spielberg (scritto con Tony Kushner e Paul Webb).
La pièce è ispirata alla biografia del pittore americano Mark Rothko, maestro dell’espressionismo astratto, che alla fine degli anni Cinquanta ottenne la più ricca commissione della storia dell’arte moderna, una serie di murali per il ristorante Four Season del di New York. Mette al centro della scenalo scontro tra generazioni di artisti, ovvero tra Rothko, uomo maturo che fa i conti con se stesso, e Ken, giovane allievo alla ricerca di un "padre": "Il figlio deve scacciare il padre. Rispettarlo, certo, ma anche ucciderlo", sostiene Rothko ripercorrendo la propria storia. "Abbiamo distrutto il cubismo, io e de Kooning e Barnett Newman". Ma dopo due anni di lavoro febbrile per realizzare i dipinti murali, tocca a Ken mettere in discussione le scelte del maestro: gli si contrappone fino a spingerlo a una scelta radicale, ma intimamente coerente ai suoi insegnamenti.
Ne emerge il ritratto di un uomo ambizioso, egocentrico e vulnerabile, uno dei più grandi artisti-filosofi del '900, per il quale "la pittura è quasi interamente pensiero. Metter il coloro sulla tela corrisponde al dieci per cento del lavoro - sostiene - il resto è attesa".
Pittura ed estetica, etica e spiritualità, istinto e percezione, apollineo e dionisiaco, arte effimera o necessaria, quadri come merci e prodotti: tutti temi importanti che John Logan non teme di portare in scena, fino a farli diventare materia teatrale drammatica e struggente.
Uno spettacolo per tornare a riflettere su temi centrali delle ultime produzioni dell’Elfo: lo scontro tra generazioni, la ricerca di un linguaggio comune, l’esigenza di trasmettere l’esperienza umana e artistica.
Per Ferdinando Bruni è l’occasione per una prova d’attore a 360 gradi, in cui il gesto pittorico e quello teatrale si completano e confondono. A dirigerlo Francesco Frongia che già aveva firmato in prima persona una delle sue interpretazioni più applaudite, sdisOré di Giovanni Testori, oltre alle regie a quattro mani della Tempesta, L’ignorante e il folle e L'ultima recita di Salomé.

 

Il Guggenheim. L’avanguardia americana 1945-1980
Al Palazzo delle Esposizioni i capolavori della Solomon R. Guggenheim Foundation

Dal 7 febbraio al 6 maggio 2012 i visitatori del Palazzo delle Esposizioni avranno la possibilità di conoscere uno dei più affascinanti periodi della storia dell’arte americana.

Attraverso 60 capolavori dei più importanti artisti americani, tra cui Jackson Pollock, Willem de Kooning, Mark Rothko, Arshile Gorky, Alexander Calder, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Andy Warhol, Richard Serra, Kenneth Noland, Chuck Close, sarà possibile ripercorrere i principali movimenti dell’arte statunitense che si sono succeduti a partire dal secondo dopoguerra, dall’Espressionismo astratto alla Pop Art, dal Minimalismo al Post-minimalismo, dall’Arte concettuale al Fotorealismo, prendendo in esame un periodo segnato da sfide radicali alla tradizione consolidata del gusto artistico e delle modalità di collezionismo.

La mostra, curata da Lauren Hinkson ed organizzata in collaborazione con la Solomon R. Guggenheim Foundation, è un evento straordinario. “È insolito il fatto che il Guggenheim presenti la sua collezione americana al di fuori dei suoi siti” afferma Richard Armstrong, direttore del Solomon R. Guggenheim Museum and Foundation, ma “è giusto che questa mostra si svolga in Italia, dove ha sede la Peggy Guggenheim Collection, parte della Solomon R. Guggenheim Foundation, che ha messo a disposizione molti dei lavori qui presentati. Il Palazzo delle Esposizioni, inoltre, con i suoi spazi monumentali e le spettacolari prospettive interne, è la sede ideale per esporre l’avanguardia artistica del dopoguerra americano”.

Oltre ad offrire un quadro della pittura americana postbellica caratterizzata dalla necessità di mettere in discussione le concezioni estetiche dell’epoca, la mostra riflette l’evoluzione del Guggenheim come istituzione culturale. La fondazione, nata nel1937 dalla passione per l’arte di Salomon R. Guggenheim, ricco uomo d’affari americano, si è accresciuta grazie all’attività instancabile di Peggy Guggenheim e all’accurata gestione dei successivi direttori Lawrence Alloway e del conte Giuseppe Panza di Biumo.

Oggi la Solomon R. Guggenheim Foundation possiede e gestisce il Guggenheim Museum sulla Fifth Avenue di New York, la Peggy Guggenheim Collection sul Canal Grande a Venezia, sovrintende alla programmazione e all’amministrazione del Guggenheim Museum Bilbao, cogestisce The Deutsche Guggenheim di Berlino ed ha avviato il lavori per il Guggenheim Abu Dhabi, un museo per l’arte moderna e contemporanea progettato da Frank Gehry sulla Saadiyat Island negli Emirati Arabi Uniti

Eyydward Gero to star as Mark Rothko in ‘Red’

The Goodman Theatre in Chicago has announced that Washington actor Edward Gero will play painter Mark Rothko there in the Tony-winning play "Red" by John Logan. Directed by Goodman Artistic Director Robert Falls, the show will run Sept. 17-Oct. 23 in Chicago, then come to Arena Stage in Washington from Jan. 20 to March 4, 2012.

“I’m very, very excited,” says Gero, who is playing Salieri in "Amadeus"at Round House Theatre in Bethesda through Sunday. Gero appeared at the Goodman in 2006 as Gloucester, opposite Stacy Keach, in Falls’s “King Lear.” That production was remounted at the Shakespeare Theatre Company here in summer 2009.

“Red,” which is set in the 1950s, shows the driven painter working with a young assistant whom he lectures, harangues and debates. Playing Rothko means “another huge role” for which Salieri in “Amadeus” provides “a perfect preamble,” Gero says. “It’s student/teacher . . . apprentice/master . . . father/son. It’s about art, it’s about life, it’s about whether one’s work is significant, which is very similar, I think, to what ‘Amadeus’ is about.”

For Gero, a 13-time Helen Hayes Award nominee and four-time winner, “Red” will be another facet of a multiyear run of meaty roles — from the demon barber in “Sweeney Todd” at Signature Theatre, the hapless junk store owner Donny in “American Buffalo,” the drunk Ivan in “The Seafarer,” the troubled widower John in “Shining City,” all at Studio Theatre, to Scrooge in “A Christmas Carol” at Ford’s Theatre.

“What happens when you get to be a certain age, roles come your way and it’s sort of a payoff in a way for being around long enough, I suppose,” the actor says.

 

Genova e l'arte/ Dopo il Mediterraneo ammireremo il viaggio, da Van Gogh a Rothko

Genova - Genova, Palazzo Ducale e Marco Goldin, un triangolo artistico che funziona alla perfezione e che nel 2011 regalerà un’altra grande sorpresa agli appassionati d’arte. Nel corso della vernice alla stampa di ieri, a poche ore dall’apertura ufficiale della mostra “Mediterraneo –da Courbet a Monet a Matisse”, è stata infatti annunciata la prossima impresa genovese di Linea d’Ombra, che per il prossimo anno porterà al Ducale “Van Gogh e il viaggio. Pittura degli spazi percorsi da Turner a Gauguin a Rothko". Dal 12 novembre del 2011 sino al 15 aprile del 2012 una quarantina di capolavori di Vincent Van Gogh, e altri 60 dei maestri più celebrati dell'Ottonovecento saranno ospitati nelle sale del palazzo per raccontare il viaggio fisico, geografico e interiore, nell'arte degli ultimi due secoli. “Una mostra memorabile alla quale tengo tantissimo” ha spiegato lo stesso Goldin annunciando la sorpresa che permetterà di ammirare opere di Turner, Rothko, Gaugin, Monet e ovviamente Van Gogh. Un altro regalo ad una città che vuole diventare uno snodo centrale per il turismo artistico in Italia.

 

Cia mecenate dell'Espressionismo astratto
La prima conferma da un ex funzionario

Pollock, Rothko e Motherwell non lo sapevano, ma la loro corrente fu sostenuta dall'intelligence americana negli anni 50 e 60. Lo rivela l'ex funzionario dell'agenzia Donald Jameson, che spiega anche il perché: bisognava rilanciare l'immagine degli Usa dopo il maccartismo

Cia mecenate dell'Espressionismo astratto La prima conferma da un ex funzionario Jackson Pollock

ROMA - Jackson Pollock, Robert Motherwell, Willem de Kooning, Mark Rothko. Per niente facili e anche scandalosi, i maestri dell'Espressionismo astratto. Corrente davvero controcorrente, una spallata alle certezze estetiche della società borghese, che però aveva dietro il sistema stesso. Perché, per la prima volta, trova conferma una voce circolata per anni: la Cia finanziò abbondantemente l'Espressionismo astratto. Obiettivo dell'intelligence Usa, sedurre le menti delle classi lontane dalla borghesia negli anni della Guerra Fredda. Fu proprio la Cia a organizzare le prime grandi mostre del "new american painting", che rivelò le opere dell'Espressionismo astratto in tutte le principali città europee: "Modern art in the United States" (1955) e "Masterpieces of the Twentieth Century" (1952).

Donald Jameson, ex funzionario dell'agenzia, è il primo ad ammettere che il sostegno agli artisti espressionisti rientrava nella politica del "guinzaglio lungo" (long leash) in favore degli intellettuali. Strategia raffinata: mostrare la creatività e la vitalità spirituale, artistica e culturale della società capitalistica contro il grigiore dell'Uonione sovietica e dei suoi satelliti. Strategia adottata a tutto campo. Il sostegno della Cia privilegiava riviste culturali come "Encounter", "Preuves" e, in Italia, "Tempo presente" di Silone e Chiaromonte. E forme d'arte meno borghesi come il jazz, talvolta, e appunto, l'espressionismo astratto.

I fatti risalgano agli anni Cinquanta e Sessanta, quando Pollock e gli altri esponenti della corrente non godevano di stampa favorevole negli Usa. Per chiarire il clima nei loro riguardi, basti qui ricordare una battuta del presidente Truman: "Se questa è arte io sono un ottentotto". Ma proprio il governo americano, ricorda Jameson, in quegli anni si trovava nella difficile posizione di chi doveva promuovere l'immagine del sistema americano e in particolare di un suo caposaldo, il Quinto Emendamento, la libertà di espressione, gravemente appannato dopo il la caccia alle streghe condotta dal senatore Joseph McCarthy nel nome della lotto al comunismo.

Per fare questo, era necessario lanciare al mondo un segnale di senso opposto al maccartismo, forte e chiaro. E di questo fu incaricata la Cia, che in fondo avrebbe operato assecondando una sua coerenza. In quel periodo, paradossalmente, l'agenzia rappresentava una enclave 'liberal' in un mondo che virava decisamente a destra. Diretta da funzionari e agenti il più delle volte usciti dalle migliori università, spesso collezionisti d'arte, artisti figurativi o scrittori in prima persona, la Cia rappresentava il contraltare dei metodi, delle convinzioni bigotte, della furia anticomunista dell'Fbi e dei collaboratori del senatore McCharty.

"L'espressionismo astratto potrei dire che l'abbiamo inventato proprio noi della Cia - dice oggi Donald Jameson, citato dal britannico Independent - dopo aver dato un occhio in giro e colto al volo le novità a New York, a Soho. Scherzi a parte avemmo subito molto chiara la differenza. L'espressionismo astratto era il tipo di arte ideale per mostrare quanto rigido, stilizzato, stereotipato fosse il realismo socialista di rigore in Russia. Così decidemmo di agire in quel senso".

Ma Pollock, Motherwell, de Kooning e Rothko sapevano? "Naturalmente no - chiarisce Jameson - gli artisti non erano al corrente del nostro gioco. E' da escludere che tipi come Rotkho o Pollock abbiano mai saputo di essere aiutati nell'ombra dalla Cia, che tuttavia ebbe un ruolo essenziale nel lancio e nella promozione delle loro opere. E nell'aumento vertiginoso dei loro guadagni

 

"Red" su Mark Rothko vince il Tony Awards.

NEW YORK – Radio City Hall, Grande salon/teatro newyorchese nel cuore di Rockefeller Center, addobbato come nei giorni di festa, parterre du roi e grande allegria: è lì che ieri notte Broadway si è autocelebrata con il grande evento dei Tony Awards, gli Oscar per il teatro, per drammi, commedie e ovviamente musical. E ieri è finta che a Broadway ha vinto Hollywood: Denzel Washington, Catherine Zeta Jones, Scarlett Johansson, hanno fatto razzia di premi come migliori attori e attrici per teatro classico e per i musicals.

Ma non solo Hollywood, ovviamente: la palma per il miglior musical è andata a "Memphis", quella per miglior play a "Red" che racconta il dramma pre suicidio dell'artsita Mark Rothko. Memphis è invece una storia d'amore fra un bianco e una nera negli anni ‘50 sullo sfondo dell'esplosione del rhythm 'n' blues: Huey Calhoun, un dj bianco, si innamora di tutto quello che non dovrebbe, il rock'n rool e una cantante di colore. il musical è ispirato alla storia del dj O'Dewey Phillips, primo disc jockey a proporre black music in una radio bianca di Memphis. Memphis ha battuto la concorrenza di "Fela!", storia della superstar nigeriana Fela Anikulapo-Kuti; il musical dei Green Day "American Idiot"; e "Million Dollar Quartet," una jam session immaginaria tra Elvis Presley, Johnny Cash, Carl Perkins e Jerry Lee Lewis.

Denzel Washington in "Fences", che ha sbancato in tutti i sensi: la protagonista femminile Viola Davies ha vinto anche come miglior attrice in un "play". Ma lo spettacolo ha fatto anche record di incassi che ha coperto d'oro il Cort Theatre e dimostra che nell'era di Internet, del social networking distante e glaciale, il contatto umano, l'emozione e la potenza dell'interpretazione hanno la loro importanza: da Fences aprile ha guadagnato un milione di dollari alla settimana, i biglietti più cari a 325 dollari dai bagarini anche 600 dollari. La storia è tratta dal libro omonimo, di August Wilson, premio Pultizer nel 1986. Racconta di uno spazzino che voleva giocare a basket, ma può farlo perché di colore. Quando finalmente i neri vengono ammessi nella "basket league" lui è troppo vecchio.

Il musical "Red" su Mark Rothko si trasferisce a Broadway

klòklò

Non che Londra non fosse già una piazza molto prestigiosa di per sé, per il musical “Red” (con Alfred Molina nel ruolo principale), dedicato alla figura del maestro Mark Rothko.

Ma di certo l’annuncio del trasferimento delle scene e del cast del musical a Broadway, per la prossima primavera, aggiunge valore a un lavoro unico nel suo genere.

Bravissimo nel difficile ruolo assegnatogli da John Logan Molina, che ormai può considerarsi un attore specializzato nel ritrarre grandi artisti del passato.

Tate Gallery Liverpool

Mark Rothko: The Seagram Murals
2 October 2009  –  21 March 2010
 

Free Entry

In 1988 Tate Liverpool opened it's doors for the very first time with a memorable display of Mark Rothko’s The Seagram Murals. Over 20 years later the series will make a welcome return to the gallery. From 2 October 2009 – 21 March 2010 Tate Liverpool's ground floor gallery will be transformed into an emotive display of these nine significant paintings – the walls will be painted grey according to Rothko’s specifications and atmospheric lighting will enhance the dramatic qualities of the works.

Perceived, as the artist intended, in reduced light and in a compact space, the subtlety of the layered surfaces slowly emerges, revealing the solemn and meditative character of the works-one not to be missed.

This display is presented in conjunction with the Tate Collection display DLA Piper Series: This is Sculpture.

Associazione Amici di Rothko
New York - Roma – Daugavpils
La S.V. è invitata l’ 8 Giugno 2009 – ore 18,30
Palazzo della Cancelleria
Piazza della Cancelleria 1 – Roma
Rothko – Beato Angelico

palazzo della cancelleria RomaProgramma
Ore 18,30 Dott. Giampiero Mele
                  Presidente Associazione Amici di Rothko
                  Indirizzi di saluto
Ore 19,00 Dott. Riccardo Venturi
                  Critico d’arte
                  "Mark Rothko alla ricerca di Fra Angelico"
Ore 19,30 Dott. Stefan Weppelmann
                  Conservatore Gemaeldegalerie di Berlino
                  “Il monaco di 157 East 69th Street:
                  Fra Angelico a New York.
                  Riflessione sui componenti iconici del linguaggio
                                                                                                  dell’arte astratta


Lunedì 8 Giugno 2009 si svolgerà a Roma presso il Palazzo della Cancelleria il Convegno
Mark Rothko e Beato Angelico.
L’importanza dell’evento risiede nell’influenza che l’arte italiana ebbe su Mark Rothko, ed in
particolare i grandi pittori Giotto e Beato Angelico a cui, particolare coincidenza, Roma
dedica un grande omaggio contemporaneamente.
Stefano Venturi e Stefan Weppelmann profondi conoscitori dell’opera di Rothko ci
illustreranno questo rapporto singolare fra un Lettone Ebreo emigrato in America ed un
monaco pittore Italiano tanto devoto da divenire appunto Beato Angelico.
Era appunto l’aspetto religioso che affascinava Rothko, i quadri come strumento di
preghiera, e sarebbe stato felice nel sentire il Direttore della Tate Modern Gallery di Londra
che il giorno prima dell’inaugurazione della mostra sul grande artista lettone -americano,
portò sua figlia di sei anni davanti ai quadri e le chiese a cosa la facevano pensare. Lei rispose:
a Dio


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   Mark Rothko dipinti da meditare

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Sabato, 21 febbraio - Domenica, 7 giugno 2009.
Orario di apertura 09:30 alle 17:00
(Ultima entrata 16:30)
Chiuso il lunedì (ad eccezione del 4-5), 7-5 (Giovedi)
ospitata dal Kawamura Memorial Museum of Art (DIC Corporation)
Kawamura Memorial Museum progetto, sponsorizzato dalla Tate Modern,
Chiba prefettizio Board of Education, Sakura, Japan Airlines cooperazione commissione Istruzione, YAMATOROJISUTIKUSU, Blackwall Green
Printing Co., Ltd. Sponsor


                  《無題》 1958年 川村記念美術館
 ©1998 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko


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Luce in movimento Mark Rothko e Michelangelo Antonioni

Oggi alle 16,30 presso l’Istituto Nazionale di Studi Romani in Piazza Cavalieri di Malta, si è tenuto l’incontro sul tema  “La luce in movimento” voluto ed organizzato dall’Associazione Amici di Rothko nella persona del suo Presidente  Giampiero Mele, dall’Associazione Italia Lettonia, rappresentata dal Segretario Generale   Rag. Danilo Bonanni,  e dallo stesso Istituto Di Studi Romani  nella persona del suo Presidente Prof. Paolo Sommella. Erano inoltre presenti, in rappresentanza del Lions Club Roma Mare, di cui è socio anche Danilo Bonanni, il Presidente Alberto Vinci, il Vice Presidente Giuseppe Bica ed i soci Marina Piccone e Mauro Battista.

 Michelangelo Antonioni, uno dei nostri più grandi registi, primo ad analizzare le crisi esistenziali  e la conseguente incomunicabilità, che diventeranno il simbolo delle nuove generazioni e della società consumistica degli anni ‘60 , viene affiancato, nella trattazione del tema da parte del Dott. Vittorio  Giacci , Presidente dell’Accademia del Cinema di Cinecittà, e del Dott. Cesare Terracina, Critico d’Arte, al pittore lettone  Mark Rothko, ideatore di quella rivoluzione formale che lo porterà, come esponente di un ”espressionismo astratto”, a dipingere una “realtà trascendente” dove solo i colori, tramite il movimento della luce sulla tela, esprimono sentimenti, forme e immagini. I due artisti, che ebbero modo di conoscersi nei primi anni ’60 a New York, dove Rothko viveva e Antonioni si era recato per la prima del film “L’eclisse” (in quell’occasione il pittore ebbe a dire ad Antonioni che  entrambi trattavano lo stesso soggetto: il nulla), sono accomunati anche dalla consapevolezza di vivere in una  realtà estranea e lontana dalla loro spiritualità, espressa  dal regista , nei suoi film, con il vuoto sonoro e visivo, con la desertificazione, con il silenzio delle storie e delle relazioni umane;  e dal pittore con la realizzazione di drammi inespressi , con  l’ambientazione in luoghi affollati  di solitudine, in cui i personaggi, sempre più soli e isolati, lasceranno il posto ad una pittura fatta di  macchie di colore prorompente prima, e di nero, con la  tensione verso lo spazio ed il vuoto,  poi.

Così, tra uno “Yellow,  Red and Blue” ed una scena di “Deserto Rosso” , si è chiusa , nella splendida cornice del giardino degli aranci, ad un passo dalla cupola di San Pietro illuminata nel crepuscolo di ottobre, una parentesi di cultura sublime, dove l’arte è tornata, per un poco, ad illuminare le menti e il cuore dei  discepoli.

                                                                                                                                      Marina Piccone

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26 september 2008 - 1 february 2009



tate Tate Modern presents an exhibition by one of the world’s most famous and best-loved artists, Mark Rothko. This is the first significant exhibition of his work to be held in the UK for over 20 years.

Tate Modern's iconic 'Rothko Room' works are reunited for the first time with works from Japan. The Seagram Murals were originally commissioned for The Four Seasons Restaurant in the Seagram Building New York.

Rothko’s iconic paintings, composed of luminous, soft-edged rectangles saturated with colour, are among the most enduring and mysterious created by an artist in modern times. In the exhibition his paintings glow meditatively from the walls in deep dark reds, oranges, maroons, browns, blacks, and greys.

The exhibition will also focus on other work in series, such as the Black-Form paintings, his large-scale Brown and Grey works on paper, and his last series of Black on Grey paintings, created in the final decade of his life from 1958-1970.

Rothko is the must-see exhibition of the year - book your tickets now to avoid missing out.

 

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Retrospettiva su Mark Rothko:
Mittwoch - 14.05.08
Il 14 Maggio 2008, il Direttore dell'Hamburger Kunsthalle in collaborazione con Vorstand ha presentato la retrospettiva sul pittore americano Mark Rothko (1903-1970), in programma presso la galleria Gegenwart ad Amburgo dal 16 Maggio al 24 Agosto 2008.
Ancora grande interesse per questo pittore dopo le retrospettive di Roma e Monaco

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Notizia tratta da Specchio Economico :
Marzo 2008
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Alla presenza della figlia Kata Rothko-Prizel, presidente onorario dell'Associazione Amici di Rothko, del presidente italiano di questa Giampiero Mele, delegato comprensoriale per i Castelli Romani dell'Unione degli Industriali di Roma, di Alessandro Profumo, presidente dell'Unicredit sponsor dell'iniziativa tramite la propira consociata tedesca, lo scorso febbraio è stata inaugurata a Monaco di Baviera, nella Hypo-Kunsthalle, una retrospettiva su Mark Rothko. Rispetto a quella che l'ha preceduta a Roma, nel Palazzo Esposizioni, mostra siè arricchita di alcuni prestiti di collezionisti tedeschi e francesi e costituisce una rara occasione per riscoprire l'arte dell'alrtista date le difficoltà di far fronte ai costi assicurativi per il trasporto dei quadri del pittore lettone-americano. Nel 2006 una sua opera è stata venduta per 76 milioni di dollari. Curatore della mostra Oliver Wick, grande esperto di Rothko.

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Retrospettiva su Mark Rothko:
Monaco di Baviera - 06.02.08
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Il 6 febbraio 2008 è stata inaugurata a Monaco di Baviera,presso la Hypo-Kunsthalle,la retrospettiva su Mark Rothko;alla presenza della figkia di Rothko Kate Rothko-Prizel,presidente Onorario della associazione amici di rothko,del presidente italiano Giampiero Mele,Alessandro Profumo presidente di Unicredit sponsor della mostra tramite la sua consociata tedesca.
La mostra,rispetto a quella conclusa a Roma presso il palazzo esposizioni si è arricchita di alcuni prestiti di collezionisti tedeschi e francesi,ed è un'ottima occasione per riscoprire l'arte di Rothko vista la difficolta' acoprire i costi assicurativi relativi ai quadri del pittore lettone-americano.
Ricordiamo che un suo quadro nel 2006 e'stato venduto per 76 milioni di dollari.
anfitrione della serata Oliver wick,curatore della mostra e grande esperto di Mark Rothko.


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Giampiero Mele:
Alla Riscoperta di ROTHKO- 11.11.07


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